Cara Bolivia,

mi manchi, come e più di cuor di donna amata, ti siamo venuti incontro con tutto il nostro orgoglio e il petto gonfi o, ci hai rimandati a casa pieni di interrogativi, a cui tuttora non vi è soluzione; ci hai stremati e affascinati, esaltati e frustrati, ma mai ci hai tolto il desiderio di scoprirti nuda e vera, come ogni giorno ti imponevi ai nostri occhi viziati, tra i tuoi sfondi naturali e i tuoi bambini.

Fanciulli senza famiglia, uomini senza pane, donne senza speranza....qual è il senso di tutto ciò? Mi hai tradito Bolivia, aspettavo da te una risposta a tutti i miei silenti quesiti, invece hai piegato la mia apparente fi erezza virile; altrove devo cercare... tu, la tua povertà, la tua miseria, la tua fame, solo domande e domande sanno caricare nella mia farètra.

Nel tentativo vano di cercare soluzioni e risposte, un volontario innamorato della terra boliviana tuttavia decido di indossare un naso rosso e far fi nta di arriderti, pur volendo piangere dinanzi all'ingiustizia di un mondo obeso e di uno che muore di fame; mi sforzo, insieme alla ciurma, di far ridere i tuoi piccoli fi gli, amata terra di Bolivia, ma mi chiedo se solo questo a te basterà, se le tue cime andine, se il tuo altipiano, che si prende gioco dei Van Gogh e dei Rembrandt, capiranno lo sforzo di questi scemi di guerra in tempo di pace.

Chiuso in un rapido tempo fluente impostoci da schemi altrove decisi, ti penso, a te scrivo, a te desidero tornare, questa volta certo di non trovare certezze, ricco della miseria che mi hai lasciato, preparato ad ogni risposta e a nessuna domanda. Pensami Bolivia, ch'io non smetto un solo istante, mirando verso sud-ovest, all'albore e al crepuscolo....

Un volontario innamorato della terra boliviana